Dottoressa Federica Carlieri

Odontoiatra

 

MALATTIE TUMORI PANCREAS

   

PANCREAS  

   

Pancreatite Acuta Federica Carlieri   

  La pancreatite acuta é determinata da una distruzione enzimatica fulminante delle strutture pancreatiche da parte degli stessi enzimi pancreatici attivati. Questa necrosi fulminante é frequentemente associata all'alcolismo e a malattie delle vie biliari. Una ricca infiltrazione leucocitaria compare nelle zone di necrosi e di emorragia . Talora le aree autodigerite vengono delimitate da tessuto fibroso e si formano degli spazi cistici con il nome di pseudo cisti pancreatiche. 

 Le componenti associate alla pancreatite acuta sono la calcolosi delle vie biliari e l'alcolismo riscontrabili congiuntamente in circa 80 % dei casi. 

 Le modificazioni anatomiche generalmente suggeriscono  l'intervento di un'auto digestione del parenchima pancreatico per azione di enzimi pancreatici inaspettatamente attivati. 

Un ruolo molto importante è rappresentato dalla tripsina che alternativamente attiva, la chimopepsina e la fosforolipasi.  

Il concetto é che l'attivazione del tripsinogeno, rappresenta l'evento che da inizio a una necrosi pancreatica acuta.

Nel momento in cui le cellule adipose si rompono, la lipasi , messa in libertà da queste ultime, determinerà la scissione degli acidi grassi dai trigliceridi. L'ostruzione del drenaggio biliare o pancreatico o di entrambi, é considerato l'evento fondamentale della patogenesi della pancreatite acuta associata alla colico - litiasi  e all'alcolismo.

Si suppone che le ostruzioni della via di deflusso comune causate da un calcolo posizionato nell'ampolla di Water, determinino una improvvisa elevazione della pressione intrapancreatica e più  precisamente che sia causa di un reflusso di bile nel pancreas. La mescolanza della bile con il succo pancreatico, può dare luogo all'attivazione di proenzimi o comunque alla formazione di lisolecitina altamente tossica.

In sintesi la pancreatite acuta, è il risultato di una autodigestione del pancreas causata da una autoattivazione degli enzimi pancreatici.  

La maggior parte di questi meccanismi avviene a causa di una ostruzione meccanica o funzionale dei dotti.  

Decorso clinico :

L'insorgenza di una pancreatite acuta é di solito drammatica, e si manifesta con lancinante dolore addominale spesso seguito da stati di shock.

L 'ittero, la iperglicemia, e la glicosuria, compaiono in poco più della metà dei pazienti.   

Il tasso di mortalità é del 10 - 15 %.

La morte é causata da Shock, da sepsi addominale secondaria, da una sindrome di insufficienza respiratoria .  

 Carcinoma del pancreas Federica Carlieri    

  Il carcinoma del pancreas é al 5° posto come causa di morte. 

L'eziologia non é ancora molto chiara, due possibili associazioni sono state messe in evidenza, fumatori e diabetici. 

Morfologia : IL 60% dei casi di carcinoma del pancreas sorge nella testa, 15 % nel corpo e 5 % nella coda. 

Si tratta quasi sempre di adenocarcinomi che prendono origine dall'epitelio dottale.

In alcuni casi si riscontra secrezione di mucina e prevale un abbondante stroma fibroso.

Queste forme con ricca componente stromale si rilevano macroscopicamente come masse di colorito grigio biancastro dure.  

IL tumore fin dagli stadi precoci ha tendenza di infiltrarsi localmente espandendosi anche alle strutture vicine.  

La regione ampollare viene rapidamente invasa, determinando così ostruzione al deflusso biliare. Come conseguenza dell'ostruzione del dotto biliare si determina una distensione della colecisti.  

I pazienti vanno a morte con un ittero ostruttivo e insufficienza epatica anche quando il tumore é di piccole dimensioni.  

Talvolta il tumore invade la milza o le ghiandole surrenali e può anche diffondersi al colon o allo stomaco.  

I linfonodi, parapancreatici, gastrici, mesenterici o della porta epatica sono frequentemente interessati dalla neoplasia.  

Anche il fegato può essere interessato. 

Microscopicamente, le strutture appaiono atipiche irregolari di piccolissime dimensioni, rivestite da cellule epiteliali cilindriche, cubiche o anaplastiche. Federica Carlieri

La sopravvivenza a 5 anni é del 2 %.

La maggior parte dei pazienti vive meno di un anno dal momento della diagnosi. Non è stata ancora introdotta una metodica chirurgica operativa. Federica Carlieri 

          

Per nessun motivo questi appunti possono venire utilizzati ne interpretati come dati medici con i quali formulare diagnosi ne cercare cure per potenziali pazienti.  Le nozioni indicate possono risultare incomplete e anche INESATTE e non devono essere considerate in nessun modo come mezzi diagnostici "fai da te" perché potrebbero indurre a  errori di interpretazione. Le diagnosi possono essere fatte solo da laureati in medicina abilitati alla professione medica o da specialisti delle varie materie.